Cari agricoltori,
Vi scrivo in un momento di profonda incertezza e grave difficoltà, causato dall’escalation militare in Iran e dalle sue conseguenze, a partire dalla chiusura del Canale di Hormuz e dai danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico. L’onda d’urto globale si sta abbattendo con inaudita violenza sui costi produttivi delle nostre aziende, mettendo a rischio la continuità e la tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.
Siamo di fronte a una morsa che strangola la nostra agricoltura. Anche se non devo spiegarlo a voi, l’aumento del gasolio agricolo ha raggiunto picchi di oltre il 60%, mentre sui fertilizzanti le incertezze sono pesanti, con l’urea che vede rincari fino al 50% ed è sempre più irreperibile. In tale contesto, la sostenibilità economica e sociale di ogni impresa è sempre più a rischio col passare dei giorni.
Come sapete l’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi e siamo nell’impossibilità strutturale di trasferire questi rincari lungo la filiera. Produrre in perdita significa chiudere e, di fatto, perdere pezzi della nostra sovranità alimentare.
Di fronte a questa emergenza, la CIA Agricoltori Italiani non ha perso un istante. Abbiamo agito con la massima urgenza, a partire dal rivendicare uno strumento che in passato, ad esempio durante la crisi energetica dovuta al conflitto Russo-Ucraino, la CIA ha fortemente voluto e ottenuto per sostenere le nostre imprese in momenti di grande difficoltà.
La nostra priorità è stata assicurare questo sostegno immediato al settore, attraverso la proposta di reintroduzione del credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo. Per questo, i nostri uffici tecnici hanno redatto e inviato tempestivamente, già nei primi giorni del mese di marzo, un emendamento alle Commissioni della Camera che stanno esaminando il decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, (cosiddetto “Decreto bollette”). Una proposta di emendamento sottoscritta da diversi rappresentanti del Parlamento che punta a concedere un contributo straordinario sulla spesa sostenuta per l’acquisto di carburante, destinato a mitigare i maggiori oneri affrontati. La discussione in Commissione alla Camera ripartirà in questi giorni, dopo lo stop della campagna referendaria e, a prescindere dalla scelta del veicolo normativo, è indispensabile agire immediatamente per dare sollievo economico tempestivo alle imprese che sono allo stremo. Su questo CIA non arretrerà.
Contemporaneamente all’azione parlamentare, stiamo conducendo una battaglia politico-sindacale essenziale anche a livello territoriale, mobilitando le Regioni con una nostra proposta di Ordine del Giorno. Chiediamo un vero e proprio patto di ferro per stroncare le speculazioni a danno della filiera. Vogliamo sollecitare le Giunte regionali ad attivare tavoli di monitoraggio permanenti contro i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori. Allo stesso tempo, chiediamo che il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, stanzi immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Infine, il nostro pressing sull’Europa non si ferma: chiediamo che vengano adottate politiche e misure eccezionali, anche scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.
Cari agricoltori, non c’è più tempo da perdere. In questo periodo cruciale di semine e lavorazione della terra, l’obiettivo della CIA è fare il possibile per impedire che venga compromessa la redditività delle nostre aziende e, con essa, la sicurezza alimentare. Lavoriamo affinché sia tutelata la distinitività del nostro Made in Italy agroalimentare. Siamo in campo, uniti, impegnati e determinati come sempre, per la tenuta del settore.
Cristiano Fini
Presidente Nazionale CIA-Agricoltori Italiani
