Progetto MONITOR MARCHE
“Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”
Bando16.2 – Sottomisura 16.2 – FA 2A “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie
AZIONE
“Attivazione di nuovi strumenti di prevenzione attraverso modelli innovativi di monitoraggio e lotta alle patologie animali e prevenzione delle epizoozie”

MONITOR MARCHE è un progetto finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 – M16.2.A Sostegno a progetti pilota e per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie – “ Azione Attivazione di nuovi strumenti di prevenzione attraverso modelli innovativi di monitoraggio e lotta alle patologie animali e prevenzione delle epizoozie” che nasce dalla necessità di rivitalizzare il settore zootecnico marchigiano, un comparto chiave per l’economia regionale, che, negli ultimi anni, sia per emergenze di tipo sanitario epidemico, che non epidemico (sisma, alluvioni, siccità), ad eccezione della filiera avicola, ha mostrato un trend negativo sia in termini di numero complessivo di capi allevati sia di aziende attive.
Sulla base di queste problematiche, associate all’esperienza dell’Istituto Zooprofilattico, nell’attività di valutazione e gestione delle problematiche sanitarie, nonché da una consolidata attività di supporto tecnico alle filiere, l’idea del progetto è quella di creare i presupposti per lo sviluppo di un approccio integrato alla gestione complessiva delle patologie animali, in aggiunta ai piani nazionali di controllo e profilassi.
E’ necessario rivedere il modello produttivo zootecnico classico che deve necessariamente evolversi verso un modello imprenditoriale moderno e più competitivo. E’ infatti risaputo, anche da parte degli allevatori, che una migliore gestione sanitaria degli allevamenti, associata ad una crescita nella capacità di gestione manageriale e delle strutture esistenti rappresenta la strumento essenziale per un effettivo miglioramento dell’economica del settore agro-zootecnico regionale.
Obiettivo del progetto è il miglioramento dello stato sanitario degli allevamenti zootecnici marchigiani appartenenti alle principali filiere produttive, bovini, ovi-caprini (carne e latte) e suini, attraverso un approccio integrato volto ad individuare ed applicare misure innovative di prevenzione e di controllo delle principali patologie.
Con questo fine il progetto propone nuovi schemi di sorveglianza attiva e passiva, da applicare lungo le principali filiere zootecniche regionali, al fine di definire con accuratezza il peso delle principali patologie presenti. Sulla base delle informazioni raccolte ed elaborate saranno individuate adeguate misure di intervento, basate su protocolli scientificamente sostenibili, in un’ottica complessiva di ottimizzazione del rapporto fra beneficio privato e costo dell’intervento pubblico.
In termini pratici il progetto prevede la predisposizione di un sistema di sorveglianza finalizzato alla raccolta sistematica di dati produttivi e sanitari negli allevamenti (sorveglianza attiva) e la raccolta di dati di sorveglianza passiva storici e attuali generati dall’attività diagnostica corrente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche (IZSUM).
Verrà pianificato un campionamento rappresentativo del contesto zootecnico marchigiano, stratificato per tipologia di allevamento e specie considerata, al fine di testare gli allevamenti per alcune patologie trasmissibili che non rientrano nei piani nazioni di sorveglianza (sorveglianza attiva). Nel periodo previsto dal progetto sarà inoltre intensificata l’attività di sorveglianza passiva negli allevamenti fornendo il supporto diagnostico e consulenziale per le problematiche sanitarie che vengono evidenziate negli allevamenti bovini, ovini, caprini e suini marchigiani. Contestualmente al prelievo dei campioni per i test diagnostici necessari e ai sopralluoghi effettuati dal personale dell’IZSUM, verranno raccolte tutte le informazioni anamnestiche previste a completamento dell’indagine sanitaria.
Sulla base dei risultati ottenuti verranno definiti dei protocolli di intervento finalizzate alla risoluzione delle specifiche problematiche sanitarie, al rispetto del benessere animale e al corretto uso del farmaco. Tutti i dati raccolti saranno inseriti in una piattaforma informatica utile per l’analisi statistica epidemiologica del contesto produttivo zootecnico e per una valutazione della prevalenza delle patologie considerate. I risultati 2 di 2 emersi permetteranno l’attuazione ed applicazione di strategie mirate al miglioramento dello stato sanitario, alla riduzione del fenomeno di antibiotico resistenza ed in ultimo al miglioramento del Benessere Animale.
La sorveglianza attiva viene effettuata dall’Istituto Zooprofilattico su campioni ufficiali provenienti dai piani di profilassi nazionale già esistenti e nello specifico, per le specie bovina e ovi caprina si utilizzeranno i campioni di sangue provenienti dal piano di profilassi della Brucellosi e Leucosi e per la specie suina i campioni inviati per il piano Aujeszky. Su tali matrici si effettueranno test sierologici per evidenziare patologie non incluse nei piani di profilassi nazionale e per cui non esistono piani di controllo regionali ossia, BVD e Neospora caninum nei Bovini, Paratubercolosi negli ovini, Visna-Maedi nei caprini e PRRS nel settore suinicolo, patologie che condizionano in maniera importante la produttività delle aziende zootecniche.
La Sorveglianza Passiva, viene effettuata tramite campionamenti di materiale diagnostico eseguiti da Istituto Zooprofilattico, Veterinari ASUR, allevatori e soprattutto Medici Veterinari Liberi Professionisti ossia coloro che possiedono una visione clinica dell’allevamento e che possono avere sospetti di determinate patologie. Rientrano in questo tipo di sorveglianza tutti campioni di natura biologica collegati alla presenza di sospette patologie riproduttive, respiratorie, enteriche e parassitarie in allevamento, provenienti da aborti, organi, capi morti, feci e liquidi biologici.
Il progetto prevedrà poi una solida attività di divulgazione e di disseminazione dei risultati progressivamente raggiunti (convegni, incontri tecnici, ecc.) grazie, in particolare, alle organizzazioni di categoria partner del progetto (CIA, Impresa Verde, Confagricoltura).
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, in qualità di ente capofila del progetto ne curerà il coordinamento, il raccordo tra i partner e in collaborazione con l’Università degli Studi di Camerino, le attività di formazione e divulgazione. Gli altri Enti coinvolti sono l’ASSAM quale ente deputato al supporto tecnico aziendale, l‘ASUR, per la collaborazione in fase di sorveglianza sanitaria e attività su campo, il Servizio Veterinario Regionale, le associazioni di categoria del settore (COLDIRETTI, CIA, CONFAGRICOLTURA) con il ruolo di divulgatori delle finalità del progetto e dei risultati progressivamente raggiunti.
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