SISMA – Visita a Colmurano in serata per un incontro con sindaci e agricoltori. “Entro il 15 dicembre il decreto passerà anche alla Camera. Abbiamo un fondo per il dopo emergenza, serve alla ricostruzione del tessuto economico dei territori”. Il presidente della Confederazione degli agricoltori italiani delle Marche, Mirella Gattari: “Così rimettiamo al centro la regione e il Maceratese”
I soldi per il “poi” sono 340 milioni di euro che il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina ha assicurato sono pronti: saranno usati per pochi precisi progetti per ripartire dopo il terremoto. Uno di questi sarà ridare vita all’Appennino. Con un quarto d’ora di anticipo, alle 18,45 di oggi pomeriggio, il ministro è arrivato a Colmurano per un incontro con sindaci, associazioni e agricoltori. Tanti gli ascoltatori interessati al punto del ministro sulla situazione. Un primo step intanto è fatto: il decreto sul sisma è passato in Senato «e probabilmente entro il 15 dicembre passerà anche alla Camera» ha detto Martina. Il governo, ha spiegato, sta cercando di fare il prima possibile, con attenzione alla trasparenza. Il quadro nelle Marche «è drammatico, abbiamo circa 500 segnalazioni di danni gravi alle stalle. I sopralluoghi effettuati sono stati tutti negativi» ha spiegato il vice presidente della Regione, Anna Casini nel corso dell’incontro. Martina ha chiarito che per fare presto, con un enorme sforzo a livello burocratico, è stato ampliato il bando fatto dopo le scosse del 24 agosto in modo da tagliare di 2 o 3 mesi i tempi per fornire le stalle.
Ma oltre alla parte di gestione dell’emergenza, «sono già stati stanziati per l’area del sisma oltre 340 milioni di euro per interventi successivi (somma stanziata oltre a quanto già compreso nel decreto-sisma, ndr) – ha spiegato il ministro –. Si tratta di fondi per rimette insieme il tessuto economico. Il fondo deve essere diviso in temi. Uno di questi è la rinascita dell’Appennino». Martina su questo punto si è impegnato nell’ideare un progetto valido «per un Appennino vivo – spiega Mirella Gattari, presidente della Confederazione degli agricoltori italiani Marche (Cia) –. Io ho fatto richiesta di pensare ad un progetto ad ampio raggio sulla rinascita dell’Appennino partendo dal terremoto. Con leggi ad hoc che vanno a dare il giusto merito ad agricoltori che stanno sul territorio. Dobbiamo utilizzare una cosa drammatica come il terremoto per essere un volano per la rinascita.
Ritengo che realizzare quello che ha detto il ministro oggi significa riportare al centro la nostra regione e in particolare la provincia di Macerata, che è quella che ha subito i danni maggiori». Sui soldi per il “poi”: «è una bella notizia, non è una cifra enorme ma importante per ripartire – dice Gattari –. Inoltre il ministro ha detto che è allo studio la ricerca di ulteriori fondi. Le Marche non vogliono ripartire tra un mese o due, ma stasera, domani mattina. C’è grande richiesta dei nostri prodotti e questo ci dà la possibilità di ripartire». E intanto le tensostrutture per le stalle sono in arrivo. «Cerchiamo di essere sempre uniti, in rete, perché l’agricoltura è una rete, si deve lavorare insieme – dice il sindaco di Colmurano, Ornella Formica –. E’ stata avanzata la proposta di creare una filiera di prodotti marchigiani delle aree dei comuni terremotati. In questi giorni è nato un meccanismo di fare squadra per acquistare dalle aziende colpite dal terremoto, per riuscire a dare loro ossigeno». Un incontro cui erano presenti anche il rettore di Macerata, Francesco Adornato, l’onorevole Irene Manzi, l’assessore Regionale Angelo Sciapichetti («è l’emergenza peggiore che abbiamo vissuto dal Dopoguerra»), i sindaci di Urbisaglia, Francesco Giubileo, e Ripe San Ginesio, Paolo Teodori.


